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 Intervista a Filippo Pardini (Media Records Italy Manager)
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leodj
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Inserito il - 12/02/2007 : 00:00:00  Mostra Profilo Invia a leodj un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
   -Come hai iniziato la tua carriera nel campo manageriale?

Sono uno dei tanti laureati in Giurisprudenza. Terminati gli studi, ho subito avuto l'obiettivo di entrare nel management di una casa discografica. Due anni passati come praticante al fianco di un avvocato che si occupa di artisti e cantanti allo Studio Carnelutti di Milano mi hanno fatto le ossa sugli aspetti legali. Poi, un anno nell'ufficio royalties di Warner Music Italy e ho capito come funziona il pagamento dei vari compensi agli artisti. Da lì Media Records, prima come Legal International e poi...eccoci qui.

-Filippo, come sei approdato alla Media e da quanto tempo fai parte di questo staff in qualità di Italy Manager?

Sono alla Media Rec dal 2001, prima come Legal International, poi, da fine 2002, come managing director.

-Noise Maker, UMM, Cube, Tiffany ,BXR, Reactor… puoi parlarci in breve delle vostre labels, dei generi musicali che trattate, dei vostri A&R?

Noisemaker: la label di Gigi D'Agostino e di un team di dj-produttori promettenti. Nata come culla della Mediterranean Progressive ora fa semplicemente...musica. UMM, la label house storica, club ma senza tralasciare cantati e melodie, oggi arricchita da artisti quali Joy Kitikonti e Junior Brasco. Cube: house club profonda, forte anche delle produzioni di Intrallazzi e Provera, già apprezzata all’estero tra gli altri da Roger Sanchez. BXR: storia della techno unita ai sound electro piuttosto ricorrenti nei club di tutto il mondo. Reactor: dance pop, ora è un po' di tempo che non la utilizziamo ma ha marchiato pezzi celebri del genere, come Heaven di Dj Sammy.

-“Ogni giorno tutto intorno se c'è musica...buongiorno”…dal 20 febbraio Gigi D'Agostino ha iniziato il suo cammino quotidiano su M2O. Cosa ci dici a riguardo?

È un ottimo programma, che è duro fare tutti i giorni con l'intensità che usa sempre Gigi. Dà i suoi frutti, a giudicare dai commenti e dal numero degli ascoltatori, e va in onda su un'emittente ricca di idee e unica nel suo genere.

-Paul Van Dyk e Tiesto sono stati decretati i migliori dj al mondo e solo voi in Italia li avete nella vostra scuderia. Secondo te perché, dopo il boom dei primi anni ‘90 con la vostra Super-techno e la Mediterrean-progressive, ora la musica trance stenta ad affermarsi in Italia, a differenza di altri Paesi ?

I tre generi, in realtà, sono molto diversi tra loro nei suoni usati, strutture e velocità (BPM). I motivi sono molti. Di sicuro parte del mancato decollo deriva dal fatto che non c’è un fenomeno di club trance, di conseguenza non ci sono Dj, quindi né produttori né mercato.

-Cosa pensi dell'attuale scena musicale “dance” italiana?

La situazione non è facile commercialmente parlando, ma non serve recriminare per il mercato “basso” quando si deve invece spingere più a fondo sulla creatività e su idee e nuove, anche rischiose, per puntare al successo internazionale che ripaga, artisticamente e commercialmente.

-Attualmente con quali altre etichette Italiane avete dei rapporti di collaborazione?

Collaboriamo con tutte per via delle compilations, ma nessuna co-produzione, al momento.

-Club-House lo avete recentemente rifatto con un buon successo. Invece per quando riguarda Antico, Sharada House Gang, 49ers, Cappella possiamo sperare in un grande ritorno?

Club House è tornato perché c’erano pezzo ed idea ed ha funzionato bene un po’ ovunque. Per gli altri mai dire mai; fortunatamente il produttore di tutti questi progetti lo conosciamo bene…


-Ho letto che la Media ha saputo ritagliarsi anche uno spazio di riguardo in svariate riviste di architettura per i vostri interni futuristici e minimali griffati “GFB Design Solutions”. Che cosa ci dici delBortolotti Interior?

Quando GFB ha comunicato la nuova attività di designer non mi sono stupito: l'artista che non ha paura va la di là dei confini delle singole arti. Questa è la sua forza. Design ne ha sempre fatto: per gli studi Media, per i giubbotti e loghi, per gli interiors dei suoi Club; ora è organizzato con una struttura che gli sta permettendo di andare ancora oltre.

-So che ti occupi anche di jazz...

Non me ne occupo come manager, suono i sassofoni (tenore e soprano), ho studiato con grandi jazzisti italiani e ancora oggi studio, ho inciso qualcosa in passato e tuttora, compatibilmente con la scarsa disponibilità di tempo, faccio concerti.

- Secondo te, i filoni musicali house e minimal-tech giovano al mercato musicale? O sarebbe più opportuno ritornare alla commerciale di una volta?

Non credo si possa parlare di opportunità dell'uno o dell'altro genere nè di filoni che giovano o che danneggiano il mercato. La prima cosa da chiarire è che al giorno d'oggi, spesso, c'è un gap tra ciò che si sente in radio, nei club e quello che la gente ama e compra. Ci sono dischi stra-spinti, che non vendono e dischi quasi underground che, invece, vendono cifre record. In sintesi, dico che la gente non è “fessa” come tanti
vogliono far credere, chi compra musica legalemente spesso sa bene quel che vuole e dove trovarlo, grazie anche alle grandissima quantità di nuovi mezzi con cui oggi circola la musica.

- Cosa prevedi per il futuro di questo genere?

Le sorprese nella musica sono sempre dietro l'angolo, è il bello del nostro lavoro; quindi, non faccio previsioni. Ricordiamoci poi che non esiste solo l'Italia e che il mercato, per questo genere, in alcuni paesi, è ancora florido.

- Cosa pensi della crisi che imperversa nel mercato musicale italiano? Secondo te, è un problema nostro o globale?

Problema assolutamente globale. I dischi che vendono, e tanto, esistono ancora, ma sono di meno. E' calato il cosiddetto day by day, il prodotto non hit, che però faceva fatturare. Per questo bisogna puntare in due direzioni: o in direzione della Hit (intesa come hit internazionale) oppure per la costruzione di un Artista e/o di un sound credibile, che si spinge con forza.

- In che modo si dovrebbe far fronte al problema della pirateria?

Secondo me, il modo vero per dare un colpo alla pirateria e aiutare profondamente il mercato è riuscire a impedire tecnicamente la masterizzazione dei cd originali per più di un tot. di copie, oltre ad una maggiore sensibilizzazione culturale, cultura musicale intendo. Se poi posso sbilanciarmi in un discorso un po' futuristico (ma nemmeno tanto), io auspico un deciso e brusco cambio di formato (come quando si passò dalla cassetta al CD), un formato così diverso da rilanciare produzione artistica, produttori hardware e componenti audio.

- Cosa pensi della night-life Italiana?

Mah...io amo i posti underground, dove c'è sia Live sia Dj Set originali e estremi...
In media i locali italiani mi sembrano un po' tutti uguali, non c'è club culture, girano sempre stessi pezzi...però ci sono alcune oasi di felicità...

- Cosa pensi del panorama radiofonico italiano?

Non mi piace più, da una stazione all'altra sento sempre la stessa musica, sempre lo stesso stile di speaker...programmi interessanti, pochissimi...poca ricerca, molta omologazione. Penso che la ricerca artistica nei loro plans è purtroppo cancellata.

- Puoi darci alcune anticipazioni per quest'inverno?

Gigi D'Agostino sarà sempre in vetta con cose nuove, ma tra tutti gli artisti nuovi, che proporremo, DANIA (originaria di Trani), favolosa ballerina e cantante di hip hop italiano, con la quale abbiamo prodotto un album assolutamente unico, pezzi davvero potenti, suono graffiante e gonfio come le migliori produzioni USA. Inoltre, sono entrati a far parte della nostra scuderia la nota cantante Donatella Rettore e il giornalista Igor Righetti.

- Cosa ami di più del tuo lavoro?

La ricerca dell'artista nuovo, il gusto di dare a chi ascolta qualcosa che segna i momenti personali di vita.


Filomeno L.
 
 

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