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 L’evoluzione nel mondo del djing: il Virtual DJ
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ecavalli
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Inserito il - 23/08/2005 : 00:00:00  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di ecavalli  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di ecavalli Invia a ecavalli un Messaggio Privato  Rispondi Quotando
 L’informatica ha rivoluzionato la musica, ora le tecnologie sembrano mature per il missaggio live con il PC, ne parliamo con uno dei Pionieri.
Spazialex è un navigatore di percorsi musicali, nei suoi set ama percorrere generi ed epoche diverse, l’unione tra la sua passione per la musica e l’informatica a fatto nascere il progetto: Virtual DJ Lab.

Quali vantaggi hai ad utilizzare un personal computer invece del piatti o CDJ?

Alla base di tutto c’è la conoscenza e la passione per la musica, il piacere di inventare atmosfere e situazioni con delle sequenze di brani, poi vengono i mezzi per poter mettere in pratica tutto questo. Negli anni 80 il revival era limitato ad un centinaio di brani, alle soglie del 2006, o suoni un genere ben definito, o sei una star, o in una serata puoi trovarti in difficoltà se non hai un TIR di Dischi al seguito, il susseguirsi di mode, generi, tendenze, sommati al fatto che i locali oggi sono frequentati da persone di tutte le età hanno allungato la lista dei brani indispensabili ad un DJ a 360°. Per questo motivo qualche anno fa ho cominciato a digitalizare i miei vinili e cd in nel formato digitale mp3, questa non è la sede per entrare in particolari tecnici del formato, dico solamente che per ottenere un file professionale occorrerebbe codificarli a 320 kb/sec, ma vista la qualità media degli impianti audio presenti nei locali, anche con una codifica a 192 kb/sec si ottiene una qualità simile al CD tradizionale. Quindi il primo vantaggio e la quantità di musica a disposizione, il secondo la velocità con cui possono essere reperiti i brani tramite il database interno dei vari software, inoltre possono essere visualizzate molte altre informazioni utili, come il tempo espresso in BPM, e note testuali aggiuntive, ed i vantaggi diventano innumerevoli se si utilizzano software evoluti con controller dedicati.

Facci capire meglio, non basta un computer?

La demonizzazione del formato mp3, i dubbi normativi hanno frenato lo sviluppo di hardware dedicati, il primo ostacolo che si incontrava era quello del pre-ascolto, all’inizio risolto con la configurazione di due schede audio, poi sono nati dei controller dedicati, che in pratica sono delle schede audio esterne collegate al PC tramite porta USB, con sopra slide, pitch, fader etc. come un normale mixer, che permettono di fatto di trattare i file come fossero dei dischi, gestendo volume, velocità, etc.
Se a questo si aggiunge la possibilità di avere in linea, loop e jingle, applicare effetti sulla musica o sulle voci, in tempo reale, con la visione della traccia audio con i vari picchi e la memorizzazione dei punti di CUE (una specie di segnalibro), ecco che si comincia a premiare la creatività, il remix live, e non il DJ che è più veloce a rimettere i dischi nella custodia.

Come è possibile utilizzare queste tecnologie per pubblica esecuzione?

Come spesso succede le leggi tardano a recepire in modo chiaro l’evoluzione tecnologica, comunque un gruppo di virtual.dj ha messo on-line all’indirizzo www.petitiononline.com/stopdjs/petition.html - una proposta normativa, ma si può comunque consigliare di auto-prodursi gli mp3 da supporti digitali in modo da avere una qualità costante, si possono poi acquistare con regolare ricevuta sul web, l’importante è la corretta compilazione del borderò per la ripartizione dei diritti d’autore.
Il progresso non si può fermare, si può però regolamentare.

Cosa pensi dei DJ che si ostinano ad usare i dischi?

Tutto il bene possibile, dipende tutto da che situazione si vuol creare, il fascino del vinile è innegabile, il poter toccare con la mano la musica da delle sensazioni uniche, la sensibilità di un dj old school riesce ancora a fare la differenza, ma come esistono automobili per ogni tipo di terreno, anche le situazioni musicali sono varie ed è evidente che quando ci si sposta spesso e si ha bisogno di centinaia di dischi che abbracciano più epoche e generi la praticità di una soluzione digitale è innegabile, la mancanza di fascino della fredda tecnologia deve essere comunque compensata con una maggior creatività, studio dei mixaggi, varietà delle playlist, con la speranza che anche i giovani DJ inizino ad anche il microfono, caduto in disuso nei primi anni 90 (complice anche la nascita dei Vocalist) e che aveva fatto invece la fortuna dei DJ/Animatori 80’s.

Concludendo?

L’argomento è immenso, è quasi impossibile non usare un linguaggio tecnico, ma se ritenete che questi temi meritino un approfondimento, do la mia disponibilità ad una trattazione completa con la descrizione dei software maggiormente usati, di che hardware è necessario, e qualche trucco da vecchio DJ, in fondo per me essere ricordato come uno dei primi Virtual DJ sarebbe già una bella ricompensa.

Puoi contattare Spazialex on:
alex@spazialex.it
www.spazialex.it

 
 

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